Tra Design, moda e artigianato. La Wiener Werkstatte e la Secessione viennese

Tra Design, moda e artigianato. La Wiener Werkstatte e la Secessione viennese.
Oggi voglio portarvi un po’ indietro nel tempo e catapultarvi in un mondo in pieno fermento artistico, un ambiente in cambiamento ed evoluzione stilistica sia per quanto riguarda l’architettura che il design e la moda. Eccoci con un altro appuntamento dedicato alla storia della moda che a me sta molto a cuore, è uno dei miei preferiti e che si chiama Secessione Viennese


La Secessione Viennese nella storia dell’arte si riferisce a un movimento artistico nato intorno alla seconda metà dell’Ottocento in Germania e Austria e per esser più precisi, a Berlino, Monaco di Baviera e  Vienna.
Che cosa portò di così innovativo nella storia dell’arte e della moda questo nuovo movimento?
Gli artisti che facevano parte di questo gruppo si volevano distaccare da tutto quello che proveniva dall’Impero Asburgico, sentivano l’esigenza di una divisione perché volevano un’arte più moderna e che rispecchiasse la grande apertura mentale ed artistica che si stava affermando sempre di più tra loro e sopratutto a Vienna. Alla base di tutto c’erano un forte rifiuto del gusto storico, del naturalismo, dell’accademismo e del perbenismo tipici dell’epoca.
Vienna in quel periodo era la città più importante tra fine Ottocento e inizi del Novecento e proprio in quel periodo nacque il Manifesto della Secessione Viennese paragonabile al Salòn Des Indépendants di Parigi in cui gli Impressionisti facevano tutto il contrario degli Accademici.

La Secessione Viennese è contemporanea degli altri movimenti artistici del periodo ovvero, L’Art Nuveau, lo Jugendstil, Arts and Crafts e il Liberty.

I membri principali della Secessione Viennese furono Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser, Otto Wagner, Joseph Maria Olbrich e Josef Hoffmann, quest’ultimo fu il fondatore della famosa Wiener Werkstätte esattamente nel 1903.
Ma che cos’era?
Era una sorta di associazione tra artisti che proponevano appunto una unitarietà tra i vari tipi di arti, dove non era prioritaria nessun’arte sull’altra e che proponevano di riformare l’artigianato artistico e riunire l’artigiano all’artista come una cosa sola e dare quindi dignità all’artigianato artistico e all’artigiano perché l’uno non esiste senza l’altro (cosa che porterà successivamente allo sviluppo del movimento Bauhaus). Esecuzione-progetto-artigianato-artista fusi tra loro.

Questi artisti avevano fondato una vera a propria “scuola” di teoria e pratica, laboratori per lavorare il metallo, il cuoio, lacche, dedicarsi alla falegnameria, architettura, pittura e moda. Il laboratorio di quest’ultimo fu inaugurato il 9 Marzo del 1911 e se ne occupava maggiormente Klimt il cui maggior impegno fu tra il 1905/1906 dove progetta forme di abbigliamento innovative come i Kaftani. In ogni caso il laboratorio tessile e di moda della Wiener Werkstätte fu molto più incentrato sullo studio e la progettazione di nuove Texture.
Come non citare il famoso artista e antesignano dei moderni designer William Morris, è stato il fondatore del movimento inglese Arts and Crafts e ha realizzato numerose opere d’arte e tessuti decorativi.

 

 

Nel 1912 studiavano il packaging e il logo della scuola perché vendevano i prodotti fatti dagli allievi e sempre nello stesso anno il direttore Joseph Wimmer-Wisgrill fu il direttore della sezione moda; dal 1922 al 1932 invece fu portata avanti da Max Schischek La prima collezione venne mostrata al pubblico nell’Aprile 1911 e vennere realizzate delle cartoline pubblicitarie da Mela Koehler che raffiguravano elementi della collezione.

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Dress, Eduard Josef Wimmer-Wisgrill for the Wiener Werkstätte, silk organza, postcard of dress by Mela Koehler.

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Sempre in questi anni si stava sperimentando anche la fotografia e la Scuola aveva pensato di fare un album di foto con i modelli e notate bene che ancora non esisteva la concezione delle fotografie di moda! Così la Wiener Werkstätte incaricò a Madame D’Ora (ovvero Dora Kallmus) di realizzare tutto ciò e pian piano la cartolina pubblicitaria divenne un ottimo metodo per far conoscere la Scuola.

La moda e lo stile della  Wiener Werkstätte giocava su motivi geometrici con modellistica semplice e particolare attenzione a ricami e decorazioni, probabilmente ci fu una influenza del Cubismo che prese il sopravvento in quel periodo e molti se ne ispirarono, questo perché durante le Avanguardie gli artisti si conoscevano tutti ed era un dare-avere con la conseguenza che non si sapeva chi aveva copiato da ma era comunque un arricchimento per ciascuno.

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Nel 1926 dal punto di vista economico in Austria c’era già l’inflazione quindi la scuola decise di auto-finanziarsi producendo oggetti e prodotti a basso costo e stampando alla meglio i motivi decorativi delle stoffe sul cotone ma pur sempre con vasta gamma di scelta. Nonostante ciò nel 1928 ci fu l’ultimo festeggiamento per i venticinque anni di attività con una sfilata di moda e la stampa fece molta pubblicità alla manifestazione; la cosa più interessante fu la pubblicazione di un catalogo di disegni e immagini di più di settecento oggetti che era possibile comprare (un po come i nostri cataloghi oggi).

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Siamo ormai alla fine degli anni ’20 e quindi vicini alla Recessione, infatti negli anni successivi, dopo tanta sperimentazione e innovazione si ritorna indietro, al figurativo anche per quanto riguarda la moda che negli anno ‘30 infatti è più convenzionale. Tutto ciò dovuto anche alla dittatura di Hitler che fece poi chiudere le porte alla  Wiener Werkstätte nel 1932.

 

Spero di avervi raccontato una breve infarinatura di questa bellissima corrente artistica. fatemi sapere se vi è piaciuta.

A.

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2 pensieri su “Tra Design, moda e artigianato. La Wiener Werkstatte e la Secessione viennese

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