La nascita dello shopping – vi portiamo “al paradiso delle signore”

Sfido io chi di voi non è mai entrata in un grande magazzino! Queste splendide strutture architettoniche stracolme di capi di abbigliamento, accessori, prodotti beauty e quant’altro che attirano donne, ragazze ma anche uomini e che ormai, sono diventati il luogo dove fare shopping per eccellenza.

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grande magazzino Macys

Volevo condividere con voi un breve racconto di come e quando sono nati i Grandi Magazzini, che in fondo è un po’ la storia della nascita dello shopping. Perché spesso non se ne conosce la storia ed il motivo per cui sono sorti che invece risulta molto interessante.
Questo argomento è stato uno dei miei esami dell’università e forse quello che mi è piaciuto di più proprio per il fatto che la vicenda è ricca di curiosità affascinanti.

Premessa

Come sappiamo, la prima Rivoluzione Industriale aveva dato origine ad una serie di cambiamenti che hanno portato notevoli sconvolgimenti in molti aspetti della vita economica, industriale e sociale. Le prime industrie infatti sono nate dall’aumento delle richieste del mercato e l’adozione delle innovazioni tecnologiche sono state un mezzo per l’accelerazione dei ritmi produttivi per migliorare il prodotto e renderlo costante e per ridurre i costi di produzione.
Gli esiti dell’incremento siderurgico furono diversi ovvero, l’utilizzo di colonne in ghisa con le quali si potevano produrre decori per scale, prospetti di facciate, lampioni a gas e le vetrine; nuove possibilità di costruire diverse tipologie di fabbricati. Quindi tutta una serie di rinnovamenti che evolvendosi hanno trasformato le città, sopratutto con la riqualificazione in termini di igiene ma anche la suddivisione per quartieri. ( nel 1804/12 c.a ci furono i piani napoleonici e nel 1852 il piano di Hausmann per Parigi).

Nelle città borghesi dell’800 trionfano i luoghi del commercio, sete lane, passamanerie, trine, ombrelli, abiti già confezionati, tappeti che risultano alla vista di tutti e del desiderio di chiunque. C’erano molte aspettative di una rappresentanza sociale della borghesia sopratutto con l’aumento della domanda di oggetti di qualità ma a costi contenuti e per questo motivo iniziarono a circolare trattati, riviste e manuali di galateo.
Insomma una società in notevole fermento ed evoluzione.
( Ma perchè nell’800 succede questa notevole accelerazione? Perché nel 700 ci sono state le premesse ovvero finirono le Corporazioni, in questo modo ognuno era libero di fare ciò che voleva, non c’erano piu le limitazioni delle famose Leggi Suntuarie che dividevano e vincolavano le classi aristocratiche).


Nascita dei grandi magazzini

A Parigi il primo prototipo di magazzino era il Mercato del Tempio, una sorta di capannone che copriva lo spazio compreso tra la Piazza Della Rotonde e Le Vie Du Temple, Du Petit- Thouars e Perreè. Ben 10.831 mq suddivisi in quattro capannoni costruiti tra il 1809 e 1811 dal progetto dell’architetto Molinos.
Ogni capannone era separato da due corridoi trasversali che si incrociavano ad angolo retto e così distribuiti:
1 fila: carrè del Palays Royal con abiti belli, tessuti e tappeti
2 fila: carrè de Flor meno alla moda e con articoli di biancheria per casa
3 fila: carrè de Pou Volant con ferraglie e cenci immondi
4 fila: Forèt Noir con abiti usati, avanzi di cuoio

Dato il notevole incremento di interesse verso una moda pronta ed accessibile a tutti e quindi non più esclusiva per nobili ed aristocratici iniziarono a sorgere i primi magazzini. Pierrè Parissot un commesso di un negozio, nel 1824 fondò il primo grande magazzino parigino, La Belle Jardiniere dove la parola chiave era modernità quindi ci furono una serie di caratteristiche date alle strutture della costruzione come la luce, ottenuta con grandi vetrate che conferivano all’edificio un aspetto più arioso e leggero.

A susseguirsi si è innescato un meccanismo a catena che vide la nascita repentina dei Grandi Magazzini, chiamati anche “magazzini di novità”, anche a livello internazionale .

Aux throis Quartiers – 1827
Grand Colbert – 1828
A la Madeleine – 1829
Bonhomme Richard – 1830
Tapis Rouge – 1836
A la Ville de Paris – 1841
Au Paradise de Dames – 1842
Bon Marchè – 1852
Au Louvre – 1855
Bazàr de la Ville – 1856
Au Printemps – 1865
A la Paix – 1869
Samaritaine – 1869
La Fayette – 1895

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le samaritaine

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bon marchè

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interno le bon marchè oggi

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magazzini Printemps

I Grandi Magazzini come avete visto ebbero un successo enorme che mise in crisi il mercato dell’usato e le piccole botteghe, proprio perchè erano una novità ed offrivano innumerevoli e differenti tipi di prodotti; il concetto era che non era l’oggetto unico a fare effetto bensì la serie. Molto influente era il fatto che gli edifici erano costruiti con architetture moderne in cui venivano usati vetro e ghisa quindi erano molto belli e risultavano di decoro per la città.
Ogni particolare era studiato alla perfezione, su come disporre i capi e gli oggetti e anche come suddividere per ogni piano la merce per categorie. All’interno dei magazzini c’erano vere e proprie sale da toilette e trucco, delle sale di lettura con divanetti per ospitare i mariti in attesa delle mogli e addirittura giochi per intrattenere i bambini.

Pian piano i magazzini si sono specializzati per settori merceologici e specifici anche per lo status sociale, a seconda del target di spesa e sopratutto nel marketing, infatti poi sono nati i cataloghi illustrati che ha dato origine a una nuova figura professionale, quella del grafico ( Lautrec fu uno di questi, così come Dudovich, solo per citarne alcuni) .

Venivano poi introdotte le prime trovate commerciali dei saldi e la consegna a domicilio e si affermavano sempre di piu le riviste pubblicitarie e di moda (a metà ottocento sono nate Vogue ed Harper Bazaar)  e quindi la pubblicità nasce grazie ai grandi magazzini francesi della moda.

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magazzini MELE

In Italia ci sono stati i due fratelli Bocconi che hanno iniziato la nascita dei grandi magazzini; erano venditori ambulanti di stoffe e nel 1865 hanno aperto una bottega a Milano, dodici anni dopo hanno acquistato un palazzo e lo hanno adibito a negozio con il nome “Alle città d’Italia”. Successivamente ne aprirono altre filiali a Roma, Firenze, Genova, Palermo, Torino e Napoli. 
Nel 1917 il senatore Borletti rilevò l’azienda dopo il crollo dovuto alla prima guerra mondiale e nel manifesto di inaugurazione veniva rappresentato come un episodio di mondanità molto importante, il magazzino si chiamava “La Rinascente”.
Dopo sono nati altri grandi magazzini di stampo piu popolare come per esempio la UPIM nel 1928/29 e la STANDA.
A Napoli invece nel 1889 nacque il magazzino MELE e per il quale Dudovich realizzò moltissime campagne cartellonistiche.

Bene il mio racconto è terminato, spero di non essere stata troppo prolissa e che non lo abbiate trovato noioso, ma ci sono talmente tante cose da raccontare sull’argomento che mi sono fatta prendere la mano.

tips: se l’argomento vi ha incuriosito vi consiglio caldamente di leggere il libro di Emile Zolà Al paradiso delle signore. Tratta proprio l’argomento della nascita dei magazzini vissuto da una ragazza che fa la commessa e varie e curiose vicissitudini.

Love,love
Annalisa

 

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4 pensieri su “La nascita dello shopping – vi portiamo “al paradiso delle signore”

  1. M.Elly ha detto:

    parte del mio esame di storia del costume e della moda comprendeva l’argomento trattato nell’articolo e mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
    Mi ci vedevo in quelle donne altolocate a comprare stoffe pregiate, ma ancora di più nelle commesse, ruolo assolutamente nuovo, lavoro mai visto fino a quei momenti. Erano delle vere e proprie consigliere, “personal shopper” che riuscivano a instaurare anche rapportI duraturi con la clientela più affezionata, cosa che oggi si va a perdere sempre di più a causa dei grandi negozioni monomarca in cui fai tutto da te e “quello che abbiamo è esposto, in magazzino non c’è nulla” (BUGIAA!!!!!!).

    Per non parlare poi delle bellezze delle archietetture, veri e propri gioielli che tutt’oggi sono il silmbolo di una storia favolosa 🙂

  2. annalisa followingyourpassion ha detto:

    Grazie Francesca, mi fa davvero piacere che il post sia stato di tuo gradimento e che lo hai trovato interessante. In genere di questi argomenti non se ne parla spesso e quindi trovo che sia un’occasione in più per rendere partecipi tutti di un angolino di storia che trovo davvero affascinante.
    Sai non ero a conoscenza dell’aneddoto che mi hai raccontata si macy’s, davvero carino ed interessante!!
    Non vedo’l’ora di leggere il tuo prossimo post sul beauty!!!
    Ciao

  3. Francesca, Beauty & Makeup Blogger ha detto:

    Annalisa complimenti per questo tuo meravigliso post . Aodoro la storia ed anche questa è storia , del nostro costume se vogliamo e della nostra architettura. Ottimamente corredato da immagini inoltre il tuo post! Una curiosità: sono tornata da un mesetto da NYC e nel tour dellempire State buiding si gode di una ottima vista ovviamente di macy’s . L’Audioguida diceva che Macy’s aveva in un momento acquistato tutto il block ma mai è riuscito a spuntarla sulla vecchina che ancora possiede l’angolo della foto che hai proposto. Come si è vendicata Macy’s? Mettendogli quel gigantesco cartello rosso sulla testa…povera vecchietta!!
    Io mi occupo di beauty & makeup e all’interno di Macy’s ho scattato molte foto del relativo reparto. Presto uscirò con un post dedicato come ho già fatto per i punti vendita Sephora di NYC etc etc

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