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Ecofashion Style 2014, la Sfilata

Ammettiamolo, nel mondo del fashion, la parte “eco” ed “eco-sostenibile” non ha ancora preso piede, anche se ci sono dei tentativi per avvicinare questo mondo fatto di lustrini e chiffon a quello più etico, se vogliamo, fatto di materie riciclate ed uso consapevole dei materiali.

Passando per le varie “conscius collection” del colosso H&M, alla recente collezione di Igam Ussaro fino alla nuova collezione per G-Star di Pharrell Williams realizzata riciclando 100 tonnellate di plastica proveniente dagli oceani, si sta cercando di motivare e stimolare le nuovi menti creative nel riuscire a metter sù qualcosa di veramente innovativo e che sappia portare una boccata di freschezza nel fashion sistem.

In Italia non siamo da meno e da quest’anno abbiamo il piacere di ospitare il concorso nazionale “Ecofashion Style” che si è concluso con la sfilata finale il 20 Settembre 2014 nell’ambito dell’expo “Eco City” a Pisa.

Gia qui e qui ve ne avevo parlato, mostrandovi le immagini del backstage. Oggi vi mostro tutti i capi presenti in passerella, presentati dagli 11 gruppi partecipanti al concorso.
Quindi allacciatevi le cinture perché si parte con un fiume di foto. (foto ufficiali grazie allo studio fotografico “Micro e Mega Photo” di Pisa)

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Ad inaugurare la passerella è stata la collezione “CHICAGO” di Margherita Marchionni e Meta Pavlin. 

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I capi sono realizzati con le calze di nylon lavorate a telaio, un lavoro lungo e di pazienza che ha portato alla creazione di queste “frange”, il cui collegamento con la Chicago anni ’30 è immediato. Costumi ma anche abiti da sera che vanno a valorizzare un tessuto così semplice come il collant.

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Margherita e Meta

. Alessia Neri e Silvia Costa con la loro “BLAME SOLEIL“.

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Piccole tessere di rame che si incastrano ed si innestano nel cotone bianco come le tessere di un mosaico vanno a posarsi sulla malta fresca. Il rame cattura ogni riflesso di luce andando ad illuminare e caratterizzare i semplici modelli in total white.

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Asia e Silvia

.”LIFE” di Cinzia Bianchi e Eloise SuppancichBianchi-Suppancich-Life-2

Bikini camaleontici, asimmetrici in un’ esplosione di colore. Non è facile inventare qualcosa di nuovo in così pochi cm di tessuto e soprattutto non cadere nel banale e a volte nel volgare. Vi confesso che io gli indosserei tranquillamente in spiaggia e gli trovo perfetti per una festa a bordo piscina o indossati con una maxi gonna per un aperitivo sulla spiaggia.

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Cinzia e Eloise

. Eros Razzi e Paola Faieta con la “LEAVES COLLECTION

Colori neutri, l’abilità nel lavorare un materiale così difficile e così poco “fashion” come la iuta, queste le caratteristiche della Leaves Collection.

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Vi invito a guardare i dettagli della lavorazione, le pieghe, i volumi. Devo ancora capire come sarebbe indossare un pantalone fatto in questo materiale, spero molto in una fodera interna. Ma aldilà di questo, i modelli erano molto raffinati.

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Eros e Paola

. Ilaria Bertipagni e la sua “LA DONNA FA PRIMAVERA

Ilaria oltre a recuperare vecchi paralumi ha recuperato anche una tradizione, quella dell’uncinetto. Ha infatti, realizzato lei stessa, le applicazioni degli abiti. Quindi non solo, l'”eco” dal punto di vista meramente materiale ma anche nel rispetto delle lavorazioni artigianali.

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Secondo me, scelta azzeccata anche per la colonna sonora durante la sfilata che ci ha catapultato in un mondo fatato. Peccato non potervela riproporre.

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Ilaria

. L’unica scuola di moda presente alla competizione era la “Scuola di moda Elisabetta Miniussi” con “AQA

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Una collezione che richiama inevitabilmente il mondo del mare con le funi e le reti da pesca che vanno ad impreziosire costumi da bagno e abiti da sera. Qui anche una proposta in bianco per un giorno speciale.

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Scuola di moda Minussi

. “ECO-UP” creata da Roberta Fusto

Questa forse, la collezione, che secondo me ha sperimentato di più nei materiali riciclati. L’uso dei vecchi nastri vhs, tappi di sughero, carta di giornale. Una discontinuità nei modelli ma tutti uniti dal filo conduttore del tema “Eco” visto proprio come riciclo di materiali di uso comune.

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Roberta

Roberta

. Ilaria Masacci con quella che ha mio avviso è l’idea più geniale di tutto il concorso: “STAMPESOPRASTAMPE

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I tessuti utilizzati sono l’unione delle “sotto-pezze” di una stamperia dove Ilaria lavora. In pratica queste tele che non sarebbero più riutilizzabili a fini tipografici, sono state usate per creare questa collezione “unica” nel vero senso della parola poichè ogni fregio o disegno non è più ripetibile.

In più, secondo me, sono tutti pezzi portabili anche quotidianamente, magari mixati a pezzi più basic come un jeans o una semplice canotta.

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Ilaria

. La collezione vincitrice “CHARM” di Esse Artistic designers by Simona Bartolotta e Salvatore Martorana.

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La collezione che ha più stupito noi in giuria. Quella che, diciamo la verità, ha “riempito” di più la passerella. Sicuramente non sono capi da tutti i giorni, ma perfetti per uno shooting e come mi ha suggerito una di voi (Melania), il modello blu sarebbe perfetto indossato da Antonella Dello Russo in qualche fashion week.

Ecofashion-Style-Esse-Artistic-Design-2Ecofashion-Style-Esse-Design-Charm-2 Ecofashion-Style-Esse-Design-Charm-3 Ecofashion-Style-Esse-Design-Charm-4 Ecofashion-Style-Esse-Design-Charm-5Unico materiale usato: la Carta. Carta proposta in varie lavorazioni dai due giovani stilisti palermitani. Solo un piccolo inserto di jersey (in quest’ultimo abito) glielo possiamo perdonare.

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Simone e Salvatore

. “100% ORIGAMI” di Marina Vespa

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Qui, come ci suggerisce il nome, parliamo di intrecci e lavorazioni minuziose. La trama e l’ordito diventano fuori scala a creare una macro tessitura.

Il lino diventa il principe di questi capi eleganti e raffinati, sicuramente declinabili in outfit particolari ma anche per occasioni importanti e professionali come per quest’ultima tuta.

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Marina

. A chiudere il concorso la “POT POURRì-IL PROFUMO DEI RICORDI” di Cristina Mocchiutti.

Una collezione non solo da vedere ma da annusare. Si avete capito bene. Ogni tessuto ha anche una sua profumazione, per uno stile a 360° che accoglie tutti i sensi.

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Anche questa collezione non ha una continuità dei modelli evidente, ci sono più stili e forme mescolate tra di loro.

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Cristina

Che altro aggiungere?

Mi sono molto divertita nell’assistere alle scene di backstage e nello stare seduta al banco della giuria. Non è stato semplice dare dei voti senza prima vedere sfilare tutte le collezioni. Per quanto mi riguarda, ho cercato di premiare la creatività e in molti casi ho apprezzato di più il capo più indossabile rispetto a quello da servizio fotografico. Ho dato molti 5 (il massimo) e qualcuno era anche accompagnato da un asterisco.
La collezione che mi ha incuriosito di più è stata quella di Ilaria Masacci con le sue sotto pezze di stamperia. Non mi sarei mai immaginata di vedere degli abiti realizzati così ed io indosserei ogni singolo capo.
Anche i bikini della “Life” collection mi hanno colpita ed affondata. A proposito, le due autrici Cinzia ed Eloise hanno vinto la possibilità di partecipare alla sfilata collettiva a “Mare D’Amare” il prossimo anno a Firenze. Spero tanto di essere presente anch’io e di vedere cosa hanno creato.

Per chi è curioso o scettico, eccomi qua in giuria. (prima a sinistra!)

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Alla prossima.

S.

20 pensieri su “Ecofashion Style 2014, la Sfilata

  1. donatellagaeta ha detto:

    Simo è stato un resoconto dettagliatissimo seppur leggero e piacevole da leggere e soprattutto da guardare! A me non sono piaciuti particolarmente gli abiti dei vincitori, come hai detto tu erano poco portabili. tuttavia ho particolarmente adorato i costumi di Life (anche io come te, li voglio già!), Blame soleil per le belle forme e il colore, un bianco bellissimo e Stampe sopra stampe, per i colori e le stampe ovviamente!

    Un bacio simo!

    Lo stile di Artemide

  2. Luca ha detto:

    Bellissimi capi! Imiei complimenti per la realizzazione di abiti di carta, ma quello tra i capi che mi è piaciuto di più è quello portato dalla prima delle modelle che hanno aperto la manifestazione con la collezione Chicago.

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