Architetture caleidoscopiche

Silvia Serenari, ha dato vita a una personalissima visione dell’oggetto architettura. Nelle sue opere prende il suo punto di vista e lo scompone e frammenta davanti ai nostri occhi, per un effetto direi caleidoscopico, nel quale ritrovo a mio parere, l’espressione del concetto che è la molteplice visione dei nostri occhi, delle nostre menti difronte al messaggio divino, ma anche difronte al fascino dell’architettura monumentale.

Anima Urbis 19 - 24 - 26, 2006, fotoceramica, (24, 5 x 24, 5 cad.)

Anima Urbis 19 – 24 – 26, 2006, fotoceramica, (24, 5 x 24, 5 cad.)

Il suo progetto artistico si chiama Anima Urbis, sono le cattedrali, le chiese, le basiliche a ispirare la visione di designer, artisti e artigiani. Alla Florence Design Week avevamo visto come anche il designer Cosimo De Vita si fosse ispirato alle facciate fiorentine per la creazione delle sue sedute. Perché questi monumenti ancor oggi, nonostante i secoli passati, sono intramontabili alle nostra sensibilità? Sono oggetti architettonici preziosi che talmente ci affascinano da voler in qualche modo possederli, conservarli nei nostri ricordi o riviverli sotto nuove forme: con foto, disegni, elaborazioni artistiche, mentali, artigianali. Li guardiamo, osserviamo e talvolta reinterpretiamo, come fa Silvia Serenari, conferendo loro un significato aggiunto.

Ecco come Silvia ci descrive il suo progetto Anima Urbis, Iter Perfectionis:

A partire da uno scatto fotografico di un particolare architettonico di Santa Maria del Fiore, importantissimo luogo di culto occidentale, ed attraverso elaborazioni digitali che permettono la rotazione dell’immagine sul proprio asse, si creano delle nuove forme che si avvicinano visivamente e simbolicamente alla cultura mediorientale ed orientale, creando così un percorso di ricerca del Divino comune a tre culture apparentemente diverse. Anima Urbis, iter Perfectionis è un cammino di perfezione che dalla manifestazione, volge alla ricerca del “Principio Creatore”. Il luogo di partenza è la cattedrale di Santa Maria del Fiore, che nel 1412 fu così intitolata con chiara allusione al Giglio simbolo della città. Attraverso i simboli che sono legati a questo fiore si apre un sentiero di ricerca del “Divino”. Il Giglio come il Loto è considerato un fiore simbolico ed il suo sbocciare rappresenta lo sviluppo della manifestazione, per questo motivo viene spesso associato alla “Ruota”. La ruota è il simbolo del mondo e la “rotazione” è la figura del continuo mutamento a cui sono sottoposte tutte le cose manifeste, movimento nel quale c’è solo un punto fisso ed immutabile: il “Centro”. La fissità del Centro è l’immagine dell’Eternità in cui tutte le cose sono presenti in perfetta simultaneità, dove la dualità si riconduce all’Unità, condizione accessibile mediante la “visione interiore” simbolicamente espressa dall’ “Occhio”.

E se una sua caleidoscopica architettura divenisse per “chiusura del cerchio” anche un simbolo di fedeltà? Uno dei suoi disegni è passato nelle mani di Luisa Bruni e ne è uscito uno speciale anello, il cui abbinamento cromatico per le pietre ha sapientemente riprodotto quello del duomo fiorentino: il verde serpentino di prato e il bianco di carrara dei prospetti esterni sono divenuti rispettivamente verde smeraldo e bianco brillante nell’anello prodotto da Luisa e disegnato da Silvia.

Anima Urbis 19 versione anello (oro bianco brunito con brillante e smeraldi) realizzato da Luisa Bruni.

Anima Urbis 19 versione anello (oro bianco brunito con brillante e smeraldi) realizzato da Luisa Bruni.

Non perdetevi la doppia personale di Elisa Cella e Silvia Serenari a cura di Alessandro Trabucco: “Cerchio per un’estetica dell’infinito”, aperta fino al 28 luglio al FUEL ART GALLERY, il nuovo spazio per l’arte contemporanea collocato nell’area industriale livornese di Stagno, via Aurelia 88A, inaugurata il 16 giugno.

Link utili:

http://www.animaurbis.org/

http://luisabruni.com/LuisaBruni/firma.html

contact FUEL ART GALLERY: info[at]fuelartgallery.it

Giulia

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