Design, una questione di stile.

Può un calamaro diventare uno spremiagrumi? Se sì, allora è design!

Avete sicuramente ben noti gli sketch di Crozza quando fa il personaggio “Fuffas” (video sopra), ovviamente è tutto uno scherzo, ma se pensiamo alla vera qualità di un oggetto, questa in che cosa è insita e quando possiamo definirlo di design? Forse quando questo riesce a riassumere con pochi segni particolarmente distintivi, la funzione di un oggetto, l’attrazione per quell’oggetto e l’appagamento di possedere tale…oggetto, allora ecco che diventa una questione di stile. A questo punto abbiamo ben capito che è pur sempre un “oggetto“, ma quale semplice elemento materiale, nel suo essere, può avere tali costi? Qui si apre un varco temporale, poichè mi salta alla mente l’opera della Bauhaus, quando all’inizio era una scuola che riusciva a produrre e vendere gli oggetti prodotti dagli stessi studenti, rendendo qualità ad un costo accessibile, poi diventò produzione industriale che riconobbe nell’opera di questi artisti la loro firma e in questo modo si incrementarono anche i prezzi, riconoscendo però in tali opere ancora più valore, al di là del loro particolare disegno, dei loro buoni materiali, della loro funzione vi era anche l’impronta di un particolare “stile”.

Marcel Breuer, Poltrona Vasilij, 1926

Marcel Breuer, Poltrona Vasilij, 1926

Quest’ultimo abbozzato da una mente creativa che lo studia e lo affina, nel segno e nella sua composizione materica per renderlo non più una comune produzione, ma un’opera d’arte. Questo è Design, quello più pregiato, quello da copertina, quello patinato, quello che…averlo in casa è un pregio perché è la firma dell’artista.

La questione di stile contraddistingue un elemento funzionale come potrebbe essere ad esempio un normalissimo spremiagrumi, pensate ad esempio a “Juicy Salif” di Philippe Starck che è stato riprodotto in vari materiali, tra cui quello in oro, certo non adatto alla sua funzione in quel caso, ma Starck in tal proposito disse: “Il mio spremiagrumi non è fatto per spremere limoni; è fatto per avviare conversazioni”(da Emotional Design di Donald A. Norman, Apogeo editrice, 2004, p.113)

e per dirne una: sapete come Stark abbia “concepito” il design di Juicy Salif? Sempre leggendo da questo libro, scoprii che l’ispirazione l’ha avuta pranzando nell’isola proprio qui davanti a me, così di fronte che la posso vedere dalla finestra! Stark era all’isola di Capraia e mentre mangiava calamari e vi spremeva su il limone…tac…gli si è accesa una lampadina e ha cominciato così a disegnare sul suo tovagliolo dei segni incomprensibili accompagnati da macchie di pomodoro, ecco che arrivarono i bozzetti, probabilmente con leggiadria e soddisfazione per quei calamari che non gli portarono solo buon gusto al palato, ma anche alla mente. Tratti indistinti di calamari che partono dalla sinistra del suo tovagliolo per trasformarsi man mano secondo la funzione che avrebbero dovuto assolvere…i primi segni, poi i disegni e per ultimo la produzione in larga scala realizzata da Alessi. Ecco dove sta ancora una volta il design. Il bisogno > la forma > la funzione realizzata > il desiderio > l’appagamento.

Ultimamente in voga anche il design per il riciclo dei materiali, un esempio le poltrone in cartone compresso nel programma Ballarò. Ma ci aspetta a breve la settimana del Design a Firenze, io e Simona ne vedremo delle belle! Caricheremo su tutti i nostri canali social (compreso l’ultimo YouTube) video, foto, interviste e molto altro…

Giulia

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4 pensieri su “Design, una questione di stile.

  1. rosella ha detto:

    “mi piace” è troppo poco, per questo ho scelto di scrivere un commento che esprima tutto il mio apprezzamento per aver focalizzato e ben espresso in poche righe un settore che in Italia in particolare: patria di artisti, scenziati, inventori e tanto altro ancora potrebbe costituire in un momento come questo di crisi una risorsa lavorativa per molti giovani, che abbiano un pò di estro e un pò di fiducia da parte di: industriali, istituzioni…tutti coloro insomma che pensino di far qualcosa per rilanciare questa economia!

    • followingyourpassiongiulia ha detto:

      Gli stimoli creativi da parte dei giovani non mancano, speriamo che si possa rilanciare presto anche il “made in Italy”. Abbiamo fortunatamente un bel patrimonio artistico e culturale, dovremmo valorizzarlo e questo potrebbe esser fatto tanto dai politici quanto dagli industriali (vedi l’esempio Della Valle).

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