La Reggia di Caserta, tra sogno e delirio. (Parte 1^)

Seconda metà del XVIII secolo. L’architetto Luigi Vanvitelli è chiamato dalla casa reale dei Borboni di Napoli per la costruzione di un Palazzo che fosse tra i più belli d’Europa e difatti è ora proclamato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Emblematica costruzione settecentesca, ancor figlia dell’ultimo barocco italiano all’interno e considerato il primo esempio Neoclassico italiano all’esterno, di forme raffinate e colori tipici di quei periodi: i pastelli, gli stucchi dorati, il classico settecentesco verde lorena, i marmi, ma anche la nuova finta pietra di alcune pavimentazioni.

Uno dei due prospetti longitudinali della Reggia

Uno dei due prospetti longitudinali della Reggia

La Reggia iniziata da Luigi e terminata dal figlio Carlo Vanvitelli, conta 1200 stanze, 2 milioni di mc, circa 47 mila mq, 34 scale, quattro cortili ognuno dei quali di 3.800 mq e un viale monumentale di 3 km. Il colosso dei Palazzi reali, commissionato non pensando solamente alla struttura architettonica bellissima, ma anche al contesto urbano, ai giardini, parchi, fontane, cascate e vasche, tutte adornate da sculture e vegetazione, la cui acqua proviene dall’acquedotto Carolino. Il massimo della magnificenza.

Area della Reggia di Caserta

Area della Reggia di Caserta

I suoi abbinamenti cromatici interni sono principalmente il bianco dei fondi e l’oro delle cornici, decorazioni, modanature, ma vi spicca anche l’abbinamento verde lorena e oro.

E dopo essere entrati ed essersi sbalorditi dalle ricchezze e l’opulenza barocca di questo Palazzo reale, usciamo sul lato del parco e delle fontane per rimanere ancor più esterefatti. Il parco reale della reggia si sviluppa lungo l’asse Sud-Nord estendendosi in 120 ha di superficie (1 ha = 10 mila mq).

Il disegno dei giardini è all’italiana nella prima parte, uscendo dal Palazzo fino alla fontana Margherita, da qui il disegno cambia diventando all’inglese fino all’ultima parte. Oltre alla Fontana Margherita (o del Canestro) che funge da “perno” di collegamento tra i disegni dei giardini, vi sono anche tre Vasche e Fontane: 1. quella dei Delfini, 2. quella di Eolo, 3. quella di Cerere. Inoltre vi sono la Cascatella e Fontana di Venere e Adone e la Fontana di Diana e Atteone, sopra la quale vi è la più grande delle cascate del parco.

Tutte le vasche con i pesci e piante acquatiche. Ma solo fino a pochi giorni fa, vi ho incuriosito? Leggiamo cosa ci racconterà Simona nella seconda parte di questo post

to be continued…

Giulia

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4 pensieri su “La Reggia di Caserta, tra sogno e delirio. (Parte 1^)

  1. Athenae Noctua ha detto:

    Questo post mi riporta indietro con la memoria ad una delle gite liceali, che terminò proprio con una visita alla bellissima reggia, di cui ho apprezzato soprattutto i giardini esterni. Bella proposta di approfondimento e bellissime foto!
    p.s.: sono curiosa di leggere il seguito, anche se temo riguardi certe novità sulla situazione delle fontane… attendo notizie! Cristina

  2. mysouldress ha detto:

    bello inseguire i propri sogni…concordo con te su come vedi l’architettura in particolare sul pugno di creta che aspetta di essere malleata e con l’aiuto delle nuove prospettive e tecniche sicuramente in qualcosa di sempre più nuovo ed emozionante perchè alla fine sono le emozioni che cavalcano il nostro fare…La Reggia di Caserta ne è un buon esempio.
    http://www.mysouldress.com

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