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Lg n°10/gen2013 is “cool” con i “roof garden”

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“La città di domani, dove sarà ristabilito il rapporto uomo-natura!” Con questa frase Le Corbusier espresse la sua sensibilità nel rispetto del verde pubblico e privato, tanto da aggiungerlo tra i cinque punti dell’architettura moderna, descritti nel suo testo “Vers une architecture”, definendolo: “Toit terrasse”, dunque più che un concetto è un vero e proprio “oggetto” di architettura. I tetti terrazza, i tetti giardino, i giardini pensili, chiamateli come volete, ma sono il simbolo che possiamo pensare al verde non solo al livello della LT (linea di terra), ma anche “sopra”. 

Giardini Pensili di Babilonia

Uno storico esempio sono i giardini pensili di Babilonia, ma anche Le Corbusier ne definì la possibilità nell’architettura del suo tempo, a maggior ragione per quel che fu al tempo l’introduzione del “cls (calcestruzzo e non cemento) armato”, che appunto permette la resistenza in flessione delle travi sottoposte a carico, dichiara il tetto giardino un motivo di miglioramento anche per questioni di coibentazione. Attenti però a realizzare i preventivi accorgimenti, come ad esempio utilizzare un ottimo “strato antiradicale” e realizzare una ottima pendenza per il deflusso delle acque piovane che comunque verrano recuperate e riutilizzate per l’irrigazione. Perché allora non rinverdire i tetti piani delle nostre città? Vi sono molteplici vantaggi e questa sensibilizzazione viene anche dagli articoli della Legge 10 del 14 gennaio 2013, la legge più “cool” del momento! (può essere cool una legge?)

esempio roof garden

Avviso per i più “fragili” alla lettura delle leggi (come me d’altra parte): Se preferite potete astenervi dalla lettura delle prossime righe e andare direttamente all’ultima parte del post, ma sappiate che se l’ho sopportate io per amore della natura, possono farlo un po’ tutti!

Il comitato per lo sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’Ambiente ha vari compiti in fatto di verde pubblico, tra cui, si legge all’art. 3 comma c, quello di: proporre un piano Nazionale che fissi i criteri e le linee guida per la realizzazione di aree verdi permanenti intorno alle maggiori conurbazioni […] anche   attraverso il rinverdimento delle pareti e dei lastrici  solari,  la  creazione  di giardini e orti e il miglioramento degli spazi.

all’art. 6 si legge anche che per la “promozione di iniziative locali per lo  sviluppo  degli  spazi  verdi urbani, le regioni, le province e i comuni, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse disponibili, promuovono l’incremento degli  spazi  verdi  urbani…” e in particolare al comma c e d, si legge:

c) alle coperture a verde […] quali strutture dell’involucro  edilizio  atte  a produrre risparmio  energetico,  al  fine  di  favorire,  per  quanto possibile, la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili;

d) al rinverdimento delle pareti degli edifici,  sia  tramite  il rinverdimento  verticale  che  tramite  tecniche  di  verde   pensile verticale.

green roof

D’accordo, ora la smetto con gli articoli e i commi, ma permettetemi di riassumere solo alcuni punti a vantaggio dei ROOF GARDEN:

  1. Migliora il microclima
  2. Aumenta gli spazi fruibili ed è bello a vedersi
  3. Fornisce naturale isolamento acustico e climatico, con conseguente risparmio energetico ed economico
  4. Aumenta il valore degli immobili
  5. Aumenta la durata delle opere impermeabilizzanti 

Ora non rimane altro che tenere d’occhio gli eventuali incentivi da parte di Stato, Regioni, Province…ahimè il periodo economico che per rimanere nei termini, non è dei più “floridi”.

Giulia

9 pensieri su “Lg n°10/gen2013 is “cool” con i “roof garden”

  1. Il Vostro Amichevole Ako di Quartiere ha detto:

    Giammai, una copertura vegetale avvicinerà più insetti e zanzare , ed essendo io fobico nei confronti di quelle bestiacce , meglio il buon vecchio , grigio e asettico cemento.Inoltre Le Corbusier era una pazzo , megalomane.
    Apparte queste inutili constatazioni , immaginate se tutti i quartieri , specialmente quelli ameni di periferia , una ricca vegetazione che colora i tetti .Valorizzerebbe porzioni della città con spese contenute .
    Inoltre se la gestione e la cura degli spazi verdi fosse affidata ad associazioni e comitati di pensionati , si avrebbe anche uno scopo sociale .

    Ako

    • Giulia ha detto:

      A questo punto Ako, visto che preferisci il cemento grigio e asettico, ho in mente un bel post per te prossimamente!!😀 preparati, perchè forse riesco a trovarti l’alternativa al “roof garden”…questo ragazzo continua a darmi “spunti”! eheh

      a presto,
      Giulia

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