Quando la Storia fatica a ritornare al suo posto! Le statue perdute, poi ritrovate?

Oggi vi racconto una breve storia che si svolge nel panorama labronico.

Mi sento dire spesso della mia città che è priva di storia, che non è bella come altre e che nessuno fa niente per migliorarla. Io rispondo che “il bello e il brutto” sono ovunque per il rispetto di quella “legge di compensazione” antica come la vita, spetta a noi decidere che cosa deve prevalere e siamo noi che decidiamo se la città dove viviamo deve essere bella, abitabile, sostenibile oppure no. Livorno è nata come porto pisano, non è Firenze, non è Venezia (anche se uno dei quartieri porta il suo nome), non è Pisa, ma Livorno ha pure lei una storia, solo che è nascosta agli occhi dei più! Sappiamo che vi erano pirati e gente di ogni sorta, ma sono proprio tutte queste culture che hanno costruito la città.

ind storica chiesa greci

Spetta a noi scoprirla e fare qualcosa per riordinare con cura quello che altri vogliono “usurparci” o “modificare” senza gusto, per proteggere almeno quello che i bombardamenti del ’44 ci hanno lasciato! Provate ad andare a vedere le vecchie foto di Livorno, quelle di prima della guerra, andate alla biblioteca di Villa Fabbricotti o all’Archivio di Stato e scoprirete qualcosa in più, vedrete la Livorno com’era. Inoltre ci sono persone che lavorano e studiano la storia di Livorno, alle nostre spalle e grazie a loro si scoprono cose che noi non valorizziamo!

Dopo questa premessa vi racconto una breve storia, “quasi” a lieto fine, come piace a me, soprattutto se la storia parla di Restauro Architettonico e di Recupero del Patrimonio Artistico. Un giorno mi trovai a studiare la Chiesa dei Greci Uniti a Livorno, ubicata in Via della Madonna. E’ bellissimo perché in questa via, in questa sola e unica via pedonale del centro cittadino, ci sono ben tre chiese dei primissimi anni del ‘600 e due delle quali di uno degli Architetti più rinomati al tempo di Cosimo I de’ Medici e a seguire. Era Alessandro Pieroni, uno dei primi “ArchiStar” a cavallo tra ‘500 e ‘600, ha lavorato molto per la Signoria fiorentina e anche con lo stesso Giorgio Vasari.

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Stavo eseguendo il rilievo della facciata (immagine sopra) e mi resi conto che sopra a quel mezzo timpano spezzato sopra l’ingresso della facciata c’era un “vuoto”, rispetto alle chiese seicentesche (barocche) cui ero abituata vedere sembrava mancasse qualcosa.    Il mio obiettivo era fare un progetto di restauro della chiesa, poiché presentava alcuni degradi sui prospetti laterali e un deposito superficiale dovuto allo smog sulla facciata, dunque avevo bisogno di sapere quali altri restauri o variazioni erano state fatte nel corso della storia, un po’ come il paziente và dal dottore per le analisi e porta le cartelle cliniche precedenti. Vidi che in facciata, il lato sinistro di marmo bianco di Carrara era più chiaro per una striscia in verticale rispetto al resto del rivestimento sempre in marmo. Mi dissi che era stata fatta una modifica, non conoscevo ancora la storia della chiesa e quindi decisi di fare una piccola ricerca di approfondimento e lì ebbi la sorpresa: guardando delle foto antecedenti il periodo della II guerra mondiale, notai che la Chiesa aveva due statue bellissime proprio sopra a quel timpano spezzato. Ma dove erano ora le statue? Guardai altre foto e vidi che dopo i bombardamenti la chiesa era stata gravemente distrutta, venne giù la copertura, la parete verticale del lato sinistro e parte della facciata sinistra, ecco perché il fianco sinistro ricostruito presentava una fascia verticale in marmo più chiaro ed ecco perché c’erano problemi di degradi da infiltrazioni e umidità sulla parete verticale sinistra, ma le statue? Dove erano? Perché nelle foto dei bombardamenti erano al loro posto e nel 2011 non c’erano più? Eseguii una ricerca e trovai le statue adagiate a terra, su un’aiuola verde del cimitero dell’Arciconfraternita della Purificazione. Erano rimaste lì per ben sessanta anni, alle intemperie e all’umidità del terreno eppure niente e nessuno le aveva riportate al loro posto. Furono amputate dalle bombe, dopo asportate dalla facciata per metterle in sicurezza, forse in previsione di un restauro che non è mai avvenuto.

ImagePortai il caso delle statue perdute agli occhi dell’Assessore alla Cultura di Livorno e con grande cortesia mi disse che purtroppo, avrebbe voluto fare qualcosa, ma non dipendeva da lui anche se si sarebbe impegnato a fornire i mezzi e l’aiuto per contribuire al riposizionamento di esse, qualora il Presidente dell’Arciconfraternita avesse acconsentito al riposizionamento. Mi decisi dunque a scrivere al giornale locale per sensibilizzare l’opinione dei cittadini e soprattutto per arrivare all’orecchio del Presidente in questione. Il Tirreno pubblicò le foto e alcune righe di ciò che scrissi e cioè che, secondo quanto dice uno degli articoli di una delle prime Carte del Restauro: tutti gli elementi artistici di un Monumento devono conservarsi all’interno o nei pressi di esso. Pertanto le statue sarebbero dovute tornare al loro posto e se ciò non fosse stato possibile proposi di portarle almeno all’interno del Nartece (atrio della chiesa, dove si devono fermare i non battezzati) che risultava vuoto e spazioso, abbastanza grande per conservarci queste belle statue e installarvi almeno una piccola mostra fotografica sulla storia e gli avvenimenti della chiesa, cosicché tutti avrebbero potuto osservarle. Mi rispose tramite articolo sul giornale, il Presidente interessato e dopo avermi “ringraziato per la solerzia” e per l’occhio di ricerca avuto, mi rassicurò solo che sarebbe stato fatto il restauro della chiesa (trall’altro avevo già fatto io un progetto che forse sarebbe stato utile, ma questa è un’altra storia). Un pò demoralizzata, lasciai il caso nelle sue mani. Questo autunno 2012 passando in via della Madonna, guardo queste belle chiese e cosa vedo? Le statue al loro posto! Entusiasta che tutto sia andato a buon fine, faccio solo qualche considerazione sull’applicazione del cemento che si vede, pensando che sarebbe stato meglio aggiungere forse una polvere di marmo insieme a calce per rivestimento al cemento grigio, ma poi penso che sbaglio che sta bene così, sono contenta e soddisfatta, lì giustifico pure, pensando che il cemento sia ancora fresco! Allora cerco qualche notizia che ne parli e cosa scopro? Che le statue in facciata, sono una copia in vetroresina e gli originali non sono nel Nartece come pensavo, ma forse son rimaste al cimitero.

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