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Women at work! A.D.A. (Associazione Donne Architetto)

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Mi trovavo nell’atrio del Cinema Odeon di Firenze ieri sera, quando nel gruppo di persone con cui stavo parlando è entrato il tema del lavoro femminile e dei suoi diritti. Il dialogo era mirato sulla figura della “regista” donna, visto che il contesto era quello di un concorso di cortometraggi RACCORTISOCIALI, organizzato dal Cesvot e a parlarne era proprio la regista Francesca Archibugi! L’obiettivo del suo discorso era quello di sensibilizzare le persone ad accogliere meglio l’idea della figura femminile anche in quei lavori che notoriamente sono ritenuti spesso e purtroppo maschili. Penso che non dovrebbe ormai più esistere questa distinzione e che sia strano anche pensare che ciò continui ad esistere oggi che siamo alle soglie del 2013! Archibugi con il suo discorso stava cercando di convincere le donne a farsi forza delle loro capacità e far rivendicare i loro diritti di essere “capaci” e io aggiungerei “doppiamente capaci”, poiché ci sono donne “eroine” che hanno una famiglia oltre che un  lavoro e lo mandano avanti in parallelo ai figli, altre volte ci sono donne che scelgono solo il lavoro e per la passione di questo sacrificano anche il loro senso materno e ci sono donne che hanno grandi potenzialità, ma talvolta e purtroppo hanno anche un carattere o una storia che non le permette di raggiungere quello che vorrebbero fare di più al mondo! Probabilmente la regista Archibugi parlava principalmente per queste, così come ha intuito anche il regista Guido Chiesa quando le ha risposto confermando il suo intento di sensibilizzazione. A pensarla come questi grandi registi ci sono anche altri nomi provenienti da altri campi lavorativi e visto il nostro spazio dell’architettura, vorrei parlarvi del progetto A.D.A. che sta per: Associazione Donne Architetto.

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Questa associazione (senza scopo di lucro) è nata da alcune donne architetto di Firenze che si sono poste il problema di risolvere o almeno sostenere alcuni punti critici delle donne che vogliono intraprendere il percorso di questa “libera professione”. I principali obiettivi sono quelli di:

1)    Incrementare le possibilità lavorative di una donna architetto, quantomeno far conoscere meglio i suoi lavori e quindi “valorizzarla”.

2)    Aiutare le donne a creare dei parallelismi “sopportabili” tra lavoro e famiglia, o la maternità e scoprire se ci sono delle possibilità per pianificare al meglio entrambe le cose.

3)    Contrastare la “discriminazione”, per fare un esempio: vi è mai capitato di essere ascoltate con sufficienza da una ditta edile?

4)    Aggiornamenti quasi in tempo reale su quanto circonda la libera professione dell’architetto

Se volete scoprire maggiori informazioni in merito al progetto A.D.A., pubblicare il vostro lavoro o altre idee sul sito di questa associazione, visitate il sito web:

www.donnearchitetto.it

Ed ora vorrei salutarvi con l’immagine rappresentativa di una grande donna e ArchiStar: Zaha Hadid! Così che possa ricordarci che anche “we can” follow our passions!

ciao, Giulia

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I was in the foyer of the Odeon Cinema in Florence last night, when the group of people with whom I was talking about came the theme of women’s work and their rights, the dialogue was focused on the figure of the “director” women, given the context of a great short film competition organized by Cesvot like this and talk about it was its director Francesca Archibugi! The purpose of his speech was to sensitize people to welcome a better idea of ​​the female figure in these works that are known and unfortunately often considered masculine. I think it should now no longer exist and that this distinction is also strange to think that this continues to exist today that we are on the threshold of 2013! Archibugi with his speech he was trying to persuade women to pull themselves and their ability to claim their rights to be “capable” and I would add “doubly capable” because there are women “heroines” who have a family as well as a work and carry forward in parallel with the children, sometimes there are women who choose only the work and passion of this sacrifice even their maternal instinct and there are women who have great potential, but unfortunately sometimes and also a character or a story that does not allow her to achieve what they want to do most in the world! Probably the director Archibugi spoke mainly for them, just as he sensed even when the director Guido Chiesa responded confirming his intent to raise awareness. To think that these great directors there are other names from other fields of work and saw our space architecture, I would like to talk about the project ADA which stands for Association of Women Architect. This association (non-profit) was born to some women architect of Florence, which are located the problem to solve or at least support some critical points of women who want to pursue the path of this “professional”. The main objectives are to:
1) Increase the chances of a female architect working at least raise awareness of its work and therefore “appreciate it.”
2) Helping women to create parallels “bearable” between work and family, or maternity and find out if there are opportunities to look at both.
3) Countering the “discrimination”, for example: there is ever enough to be heard with a construction company?
4) near real-time updates on what surrounds the profession of architect
If you want to find out more information about the project ADA or publish yourself or other ideas on the website of this organization, visit the website:
http://www.donnearchitetto.it
And now I would like to greet you with a few representative image of a great woman and superstars: Zaha Hadid! So that it can remind us that “we can” follow our passions!

bye, Giulia

3 pensieri su “Women at work! A.D.A. (Associazione Donne Architetto)

  1. cristina ha detto:

    Ciao Giulia grazie dell’ottima recensione di A.D.A.! Se hai idee, spunti, suggestioni o ancora meglio voglia di scrivere/recensire/divulgare (fermo restando il tuo interessante blog) scrivici, chiamaci, inviaci etc etc

    • followingyourpassiongiulia ha detto:

      Grazie Cristina, continuerò a seguirvi volentieri, sono contenta che vi sia piaciuta la recensione. Ho avuto modo di conoscervi tramite scambio mail con Daniela (forse una tua collega?). E’ una grande idea la vostra, a sostegno del lavoro al femminile! Grazie, saluti
      Giulia

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